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Visualizzazione dei post con l'etichetta matematica

Cubi..

E non sei più qui. No, alcun rimpianto d'amore o simili sciocchezze. Giusto (con un po' di quel seme d'oltremanica) constatazione di perenni e pendolari stati d'inconsistenza. Capita d'altra parte. E il banale (ormai diventato forse troppo ricorrente) accompaga quegli stolti sentimenti di consapevolezza del poter fare e di potenza di non voler fare che solo fino a pochi minuti fa erano per me translitterazioni di una felicità non gratuita. Eppure la bellezza che troviamo nello smantellare convinzioni e convenzioni è qualcosa di straordinario. Ritrovarci nell'errore di pensare banalmente è altrettanto straordinario. E non mi curo delle ripetizioni pesanti e pleonastiche, non mi curo della pochezza del mio linguaggio che vuol apparire elitario, non mi curo ancora di ciò che l'insensatezza del mondo (e della gente?) cova e affigge nelle menti dei più. É tutto davvero molto strano. Non cedo a simili tentazioni eppure i miei limiti sono davvero molti (non troppi)...

Effetto farfalla..

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E per una volta qualcosa di serio, o almeno qualcosa da riporre, a mio parere, in quei fascicoli etichettati da tutti come degni di assurgere ad una condizione di utilità immediatamente tangibile. É tutta una questione di non poter renderci conto di ciò che facciamo, delle possibili conseguenze di bruciare una pianta, ma anche solo di scrivere queste strane formule, di bere un caffè, muoverci o restare fermi. Si perchè ciò è banale ma per limiti Laplaceani siamo costretti a concentrare la nostra attenzione su limiti di prevedibilità circoscritti. Morire, bere una cocacola o una cioccolata calda hanno apparentemente ricadute visibili in quanto non così lontane nello spazio e nel tempo da apparire inizialmente incontrollabili. E c'è chi lo chiama effetto farfalla, chi, come un Enrico Mentana dal tono austero si limita a commentare giorno per giorno ciò che non vorremmo sapere forse con un pizzico di preveggenza, ma a questo punto ritengo di aver oltrepassato, già dal secondo periodo ...

A cosa serve tutto ciò..

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“Per la matematica, cerca non solo di ricordare semplicemente cosa e come fare, ma anche di capirlo e di apprenderlo come si apprende un pezzo musicale. La matematica non deve essere nella mente come un peso portato dall’esterno, ma come un’abitudine del pensiero: bisogna imparare a vedere i rapporti geometrici in tutta la realtà e a individuare le formule in tutti i fenomeni. Chi è capace di rispondere all’esame e di risolvere i compiti, ma dimentica il pensiero matematico quando non si parla direttamente di matematica, non ha appreso la matematica”. “La matematica è la più importante delle scienze che formano il pensiero: essa approfondisce, precisa, generalizza e lega in un unico modo la visione del mondo, educa e sviluppa, dà un approccio filosofico alla natura”. Parole di Pavel Aleksandrovič Florenskij . (via zar )

Musica..

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Già era 'l sole a l'orizzonte giunto lo cui meridïan cerchio coverchia Ierusalèm col suo più alto punto;        3 e la notte, che opposita a lui cerchia, uscia di Gange fuor con le Bilance, che le caggion di man quando soverchia;        6 sì che le bianche e le vermiglie guance, là dov'i' era, de la bella Aurora per troppa etate divenivan rance.        9 Noi eravam lunghesso mare ancora, come gente che pensa a suo cammino, che va col cuore e col corpo dimora.        12 Ed ecco, qual, sorpreso dal mattino, per li grossi vapor Marte rosseggia giù nel ponente sovra 'l suol marino,        15 cotal m'apparve, s'io ancor lo veggia, un lume per lo mar venir sì ratto, che 'l muover suo nessun volar pareggia.        18 Dal qual com'io un poco ebbi ritratto l'occhio per domandar lo duca mio...

É tardi..

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É tardi, ma non penso affatto a tacere. É ancora presto perchè il vero giorno inizi, è ancora presto perchè io mi arrenda a questo stato di cose. Purtroppo, se esistono, io non ho le parole giuste. Non è una rabbia istantanea, un ridicolo gioco di pause e ritmi che si alternano sullo schermo, non è neppure (e lo ammetto) una rabbia covata da tempo, forse non è per nulla rabbia tutto sommato. Qualcosa di incredibile si consuma istante dopo istante, banalmente per molti, nelle strade, nelle tv, nelle parole che la gente afferma e conferma di pesare. Rimango allibito dinnanzi a tale caos calmo (cit.), incredulo dinnanzi all'inconsistenza della gente, alla paura (che mi assale di tanto in tanto) e al contempo all'emozione che tutto ciò possa un giorno finire, esplodere, implodere magnificamente. Non i soliti eventi disastrosi, qualcosa di più. Catastrofico. Ed io mi riparo da codardo sotto l'ègida della coerenza vestita da criticismo; di quella coerenza che prende le forme dall...

Banale..

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Non credo sia questa canzone che ho voluto per caso riascoltare a rendermi in qualche modo partecipe della mia condizione. Mi piacerebbe esprimermi in maniera così banale da essere comprensibile ai più, ma per qualche immondo controsenso che regola l'ordinarietà sociale, il banale, il semplice, l'immediato sono i più soggetti alle incomprensioni, alle critiche, all'essere oggetto di pensieri altrettanto immondi. E mentre volti sconosciuti e rudi appaiono falsi in questo schermo con il sottofondo di un nuovo brano io mi chiedo ancora se tutto ciò che penso, che vedo, sia solo caos inordinabile, ingestibile, se tutto questo riflettere non sia più che altro una presa in giro che attenderà la fine dei giochi per rivelarsi. Non so. Tutto va via, e/ma tutto è soggetto a quei pochi dettami che davvero per esperienza ritengo validi, come alle volte per gioco amo fare con le cose importanti. E ancora un brano scorre via. Sono solo scritte questa volta. Immagini fisse senza soluzio...

Il paradosso è straordinarietà..

\[e^{i\pi}+1=0\] "It is absolutely paradoxical; we cannot understand it, and we don't know what it means, but we have proved it, and therefore we know it must be the truth." Like a Shakespearean sonnet that captures the very essence of love, or a painting that brings out the beauty of the human form that is far more than just skin deep, Euler's equation reaches down into the very depths of existence." "The most extraordinary formula in all mathematics."

L'incoerenza..

\[(\mathbb{A}, +, \overline{0}, -, \cdot, \overline{1})\] \[(a+b)+c=a+(b+c) \ \ \ \ \forall a,b,c\in\mathbb{A}\\\] \[\exists \ \overline{0}:a+\overline{0}=\overline{0}+a=a \ \ \ \ \forall a\in\mathbb{A}\] \[\exists \ {-a}:a+(-a)=\overline{0} \ \ \ \ \forall a\in\mathbb{A}\] \[a+b=b+a \ \ \ \ \forall a,b\in\mathbb{A}\] \[(a\cdot b)\cdot c =a\cdot (b\cdot c) \ \ \ \ \forall a,b,c\in\mathbb{A}\] \[(a+b)\cdot c=a\cdot c+b\cdot c \ \ \ \ \forall a,b,c\in\mathbb{A}\] \[a\cdot(b+c)=a\cdot b+a\cdot c \ \ \ \ \forall a,b,c\in\mathbb{A}\] \[\exists \ \overline{1}:a\cdot\overline{1}=\overline{1}\cdot a=a \ \ \ \ \forall a\in\mathbb{A}\] \[a\cdot b=b\cdot a \ \ \ \ \forall a,b\in\mathbb{A}\] Ebbene si, qualora ci riuscissimo sarebbe tutto, troppo incoerente.. The true but unprovable statement. And if provable it would be false..

Dunque...dov'è l'ovvietà?

\[a=\prod_{i=1}^k{p_i^{\alpha_i}, \ \ \forall a\in\mathbb{Z}-\left\{0\right\}\] \[p_i\ne p_j, \ \ \forall i\ne j\, \ \ 1\le i,j\le k\] \[\alpha_i\in \mathbb{N}-\left\{0\right\}, \ \ 1\le i\le k\] And...were it not true? Tutto con troppa superficialità..