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Scostante..

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Perchè ricordare ansie e delusioni è più facile di apprezzare quanto di realmente interessante abbiamo attorno. Perchè amiamo le cose facili, amiamo non avere il coraggio di godere quelle piccole cose che ogni momento sono presenti. Eppure è davvero così complicato poter agognare, aquisire gioie facili? In effetti no. E' solo quell'insensata bramosia di apparire sofferenti e crocefissi, mutilati di ciò che nessuno d'altra parte possiede veramente, o meglio, sa di possedere. Ma è chiaro che anche l'apparire a noi stessi, spesso dopo tanto tempo, può essere appagante ed il più delle volte lo è a tal punto da permetterci di giocare sul passato, persino riderci su, salvo non toccare quei "poi" e quei "chissà" che ci condurrebbero su roghi secenteschi. E d'altro canto non ci resta che attendere, attendere di capire che anche questa volta sarà così e lo sarà anche quanto capiterà quel venerdì, quel martedì. Si perchè questo non mi fa paura. E come voi ...

L'ultima notte..

Non ho mai creduto nella sorte, nella fortuna, negli oroscopi. Mai. Mai sofferto quella inconscia senzazione di dover o poter controllare tutto a priori, di non essere libero di agire contro la comune intolleranza agli eventi più banali. Eppure tra postulati Laplaceani (o aforismi per i meno estimatori) mi muovo costantemente in una scatola chiusa, legata, affetta da ciò che per consuetudine si è imposto come dogma. E parlo di religioni, ideologie, convinzioni non proprie, adottate ed adattatesi come argilla molle sul corpo, sulla lingua, sugli occhi di tutti. Ne è passato di tempo. E non cambia nulla (per non usare quelle locuzioni di proprietà altrui seppur vicine). E prima gli occhi, poi la lingua. E poi il corpo. Tace. Gargoyles nell'animo (quanta accezione materialistica vorrei imprimere in questo termine!). Ma tra metafore e analogie - forse lì si nasconde molta paura - è tempo di attendere davvero quell'unica splendida notte.

L'incoerenza..

\[(\mathbb{A}, +, \overline{0}, -, \cdot, \overline{1})\] \[(a+b)+c=a+(b+c) \ \ \ \ \forall a,b,c\in\mathbb{A}\\\] \[\exists \ \overline{0}:a+\overline{0}=\overline{0}+a=a \ \ \ \ \forall a\in\mathbb{A}\] \[\exists \ {-a}:a+(-a)=\overline{0} \ \ \ \ \forall a\in\mathbb{A}\] \[a+b=b+a \ \ \ \ \forall a,b\in\mathbb{A}\] \[(a\cdot b)\cdot c =a\cdot (b\cdot c) \ \ \ \ \forall a,b,c\in\mathbb{A}\] \[(a+b)\cdot c=a\cdot c+b\cdot c \ \ \ \ \forall a,b,c\in\mathbb{A}\] \[a\cdot(b+c)=a\cdot b+a\cdot c \ \ \ \ \forall a,b,c\in\mathbb{A}\] \[\exists \ \overline{1}:a\cdot\overline{1}=\overline{1}\cdot a=a \ \ \ \ \forall a\in\mathbb{A}\] \[a\cdot b=b\cdot a \ \ \ \ \forall a,b\in\mathbb{A}\] Ebbene si, qualora ci riuscissimo sarebbe tutto, troppo incoerente.. The true but unprovable statement. And if provable it would be false..

Panico

Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane. Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove sui pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su i ginepri folti di coccole aulenti, piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggeri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri t'illuse, che oggi m'illude, o Ermione. Odi? La pioggia cade su la solitaria verdura con un crepitio che dura e varia nell'aria secondo le fronde più rade, men rade. Ascolta. Risponde al pianto il canto delle cicale che il pianto australe non impaura, né il ciel cinerino. E il pino ha un suono, e il mirto altro suono, e il ginepro altro ancora, stromenti diversi sotto innumerevoli dita. E immersi noi siam nello spirito silvestre, d'arborea vita viventi; e il tu...

Dunque...dov'è l'ovvietà?

\[a=\prod_{i=1}^k{p_i^{\alpha_i}, \ \ \forall a\in\mathbb{Z}-\left\{0\right\}\] \[p_i\ne p_j, \ \ \forall i\ne j\, \ \ 1\le i,j\le k\] \[\alpha_i\in \mathbb{N}-\left\{0\right\}, \ \ 1\le i\le k\] And...were it not true? Tutto con troppa superficialità..